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Mondo del Lavoro

 

Formazione mirata per il rilancio delle assunzioni nelle imprese

Uno dei dati più interessanti emersi dalla ricerca Asseprim Focus sulle imprese che erogano servizi professionali evoluti alle imprese è quello sulla frustrata vivacità delle stesse imprese, che hanno strategie e piani pronti per essere attuati e che attendono soltanto un contesto più favorevole agli investimenti, anche sul fronte occupazionale.

Una formazione più mirata in questo ambito giocherebbe un ruolo importante. Le imprese di servizi professionali oggi non possono sobbarcarsi l’onere e le incertezze legate a un processo formativo completo; al contrario, hanno bisogno di trovare invece personale già in possesso di un’adeguata formazione di base, su cui investire dando loro una formazione finale da integrare in modo mirato. L’indagine Asseprim Focus ha inoltre evidenziato come le aree dove è emerso un maggiore fabbisogno formativo sono marketing, vendite e relazione con il cliente (41%), informatica (30%), nuove dinamiche di consumo, social network e vendite on-line (19%) e sicurezza sul lavoro (16%).

La sempre più urgente necessità di un sistema di formazione capace di adeguarsi velocemente alle dinamiche in corso sul mercato – come emerge dalla ricerca Asseprim Focus - si comprende chiaramente osservando l’aumento della quota di imprese che nei prossimi due anni disporrà comunque di personale dedicato a professionalità nuove per l’impresa (9%), ma soprattutto per l’intero mercato (8%), che ricadranno prevalentemente nei settori del marketing e della digitalizzazione e che richiederanno essenzialmente esperti del web (strateghi gestionali, analisti, designer), dei big data, di comunicazione e social media, oltre a tecnici come programmatori, grafici 3D, sviluppatori.

L’indagine Asseprim Focus evidenzia infine un ultimo grande cambiamento nell’ambito dei processi di assunzione di nuovo personale. Emerge infatti come oggi le assunzioni si decidano in base alle competenze professionali (72%), mentre perdono quasi del tutto importanza fattori fino a ieri fondamentali come l’esperienza (che oggi conta appena per il 29%), il titolo di studio (23%) e le referenze (15%). Anche l’età del candidato (15%) e l’anzianità lavorativa (5%) contano ormai poco, nel senso che personale giovane e qualificato, che costa poco e che ha tendenzialmente maggiori competenze digitali, è vincente contro candidati più anziani, con un maggior costo per l’impresa e probabilmente minori skill tecnologici.

Dai dati raccolti dall’analisi Asseprim Focus si può ricavare però anche un giudizio più meramente politico; il misero 14% di valore dell’impatto sull’occupazione attribuito a incentivi e agevolazioni mostra come simili provvedimenti-tampone, frutto di una politica incapace di creare scenari certi e disponibilità di personale formato, siano ormai considerati dagli imprenditori poco più che pannicelli caldi rispetto a interventi strutturali che avrebbero ben maggiore rilevanza.

 

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Tabella3

 

Le incertezze di scenario e la mancanza di figure professionali frenano la voglia di assumere delle imprese

L’indagine Asseprim Focus condotta per analizzare lo stato delle imprese di servizi professionali ne mette in luce la voglia di assumere, purtroppo frenata da incertezze di scenario e mancanza di personale qualificato. Le previsioni sull’andamento dell’occupazione continuano così a segnare il passo ed è una tendenza che non stupisce se si considera il contesto, in cui la scarsa fiducia nell’andamento generale dell’economia e un andamento dei ricavi delle imprese che erogano servizi professionali generalmente inferiori alla soglia di espansione del mercato non lasciano molto spazio a progetti di sviluppo occupazionale.

Dalla ricerca Asseprim Focus emerge infatti che solo il 7% delle imprese di servizi professionali prevede di incrementare i propri addetti, mentre ben il 41% prevede tagli occupazionali, in linea con i trend generali di mercato, l’evoluzione delle tecnologie, la loro progressiva introduzione nell’ambito dell’efficientamento dei sistemi aziendali e la costante attenzione al controllo dei costi generali, in cui la componente del lavoro incide in misura rilevante.

 

Un altro dato significativo emerso dall’indagine Asseprim Focus è che quasi la metà delle aziende che offrono servizi professionali sarebbero pronte a incrementare la propria forza lavoro se solo riuscissero a trovare le figure professionali adatte alle proprie necessità.

Le aziende di servizi professionali che non hanno assunto personale negli ultimi 12 mesi sono il 93% del totale, quindi una larghissima maggioranza ma quasi la metà di loro ha dichiarato che in realtà ne avrebbe avuto bisogno. A impedire l’assunzione non è stato, se non in un numero limitatissimo di casi, inferiore al 10%, lo stato economico dell’impresa. Al contrario, si è trattato prevalentemente di cause esogene e prevalentemente (nel 66% dei casi) la scarsità di personale qualificato sul mercato, con il gap tra le competenze richieste e quelle offerte particolarmente ampio in ambito tecnologico dato che sei imprese su dieci hanno dichiarato di avere difficoltà a reperire personale orientato alle nuove tecnologie digitali. Un’altra motivazione anch’essa esogena che – seppur in modo meno marcato della precedente - ha influito in senso negativo sulle assunzioni è stata la sfiducia per l’instabilità della situazione economica/politica/legislativa.

 

 

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