• Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Linkedin

Possibili anomalie IVA nella dichiarazione redditi 2024: come risolvere o fornire informazioni

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento in esame, individua le modalità con cui comunicherà preventivamente ai contribuenti titolari di partita IVA eventuali anomalie riscontrate nel periodo d'imposta 2023.

Le anomalie riguardano gli importi di fatture elettroniche emesse e/o corrispettivi telematici regolarmente trasmessi, ma non confluiti nel reddito d’impresa indicato nei quadri RF/RG/LM della dichiarazione modello Redditi 2024.

Per consentire ai contribuenti di verificare la propria posizione e, se necessario, regolarizzarla spontaneamente, l’Agenzia metterà a disposizione dei destinatari degli alert preventivi con una serie di elementi informativi relativi alle anomalie riscontrate tra i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici e quanto dichiarato ai fini delle imposte sui redditi per il 2023.

In particolare, la comunicazione conterrà gli elementi identificativi del contribuente e della dichiarazione dei redditi interessata; il numero identificativo della comunicazione, la data di emissione, il codice atto e il periodo d’imposta di riferimento; le modalità attraverso cui il contribuente potrà chiedere chiarimenti o segnalare all’Amministrazione finanziaria elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco, che possano giustificare l’irregolarità rilevata; le istruzioni operative per correggere eventuali errori o omissioni tramite ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dalla normativa.

 

Gli alert tramite Pec

Le comunicazioni saranno inviate tramite Posta elettronica certificata (Pec) al domicilio digitale comunicato dagli interessati.

Le stesse informazioni saranno disponibili anche nell’area riservata del sito dell’Amministrazione finanziaria, nella sezione “L'Agenzia scrive” del Cassetto fiscale e del portale “Fatture e Corrispettivi”.

 

Come chiedere o inviare informazioni

I destinatari delle Pec oppure i loro intermediari abilitati potranno chiedere ulteriori informazioni sulle irregolarità evidenziate o fornire chiarimenti, segnalando fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia, seguendo le istruzioni riportate nella stessa comunicazione ricevuta.

Non sarà, invece, possibile utilizzare la Pec da cui è stato inviato l’avviso, poiché non abilitata alla ricezione di messaggi.

 

Definizione agevolata con il ravvedimento operoso

I contribuenti potranno verificare attraverso le informazioni e gli elementi messi a disposizione dal Fisco, la fondatezza delle anomalie riportate nella comunicazione. Dopodiché potranno regolarizzare errori e omissioni beneficiando degli sconti sulle sanzioni previsti dal ravvedimento operoso, in misura correlata al tempo trascorso dalla commissione della violazione.

Sarà possibile avvalersi dell'istituto premiale anche qualora la violazione sia già stata constatata oppure siano già iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo di cui gli interessati abbiano avuto formale conoscenza.

Il ravvedimento non potrà, invece, essere utilizzato dopo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, più in generale, di un atto di accertamento, né dopo il ricevimento di comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli automatici o formali effettuati dall'Amministrazione finanziaria. (Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 5 ottobre 2026)


05/10/26