Novità fiscali per le imprese nell'anno 2026
20/01/26

Oltre 500 iscritti (fra presenza e online) al convegno in Confcommercio Milano, gratuito e aperto alle imprese, sulle "Novità fiscali per le imprese nel 2026. La legge di bilancio e le altre disposizioni fiscali".
La Legge di Bilancio 2026 è diventata definitiva il 30 dicembre 2025, con il via libera finale della Camera dopo l’approvazione del Senato. La manovra è ora pienamente operativa e introduce numerose novità fiscali, contributive e settoriali che interessano direttamente imprese, commercianti e lavoratori autonomi.
Quali sono le novità introdotte?
Sono intervenuti:
- Marco Barbieri - Segretario Generale, Confcommercio
- Maurizio Leo - Vice Ministro, Ministero dell’Economia e delle Finanze
- Vincenzo De Luca - Responsabile Settore Fiscalità di Impresa, Confcommercio
- Giampaolo Foresi - Direttore Servizi Tributari, Confcommercio Milano
- Federica Sottotetti - Responsabile Servizio Tributario, Confcommercio Milano
- Francesco Sciarini - Servizio Bilancio e Contabilità, Confcommercio Milano
Il giudizio di Confcommercio sulla legge di Bilancio è positivo: “È stata una manovra difficile perché, in termini di importo, doveva stare in un rapporto deficit/Pil sotto il 3% e quindi bisognava tenere i conti in ordine, ma sono state realizzate iniziative importanti nei confronti delle imprese" ha detto Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, inaugurando i lavori del convegno “Novità fiscali per le imprese e i professionisti nell'anno 2026.
Per Vincenzo De Luca, Responsabile Settore Fiscalità di Impresa Confcommercio, la manovra di Bilancio è seria, equilibrata e responsabile. Prevede interventi per circa 22 miliardi di euro: “naturalmente l'obiettivo principale era quello di mantenere in ordine i conti pubblici, ma con alcune misure mirate sostiene il potere d'acquisto dei redditi bassi, interviene sul lavoro dipendente sul ceto medio e incentiva gli investimenti delle imprese”. Confcommercio, ha rilevato De Luca, ha svolto un'importante azione politica nei confronti del Governo su alcune misure: “Mi riferisco in particolare alla riduzione della seconda aliquota dell'Irpef dal 35 al 33 percento per lo scaglione di reddito che va da 28 mila a 50 mila euro. Si tratta di 13,6 milioni di contribuenti, il 32% del totale. Il beneficio medio a contribuente è pari a 218 euro annui, con un beneficio massimo di 440 euro l'anno. Il nostro auspicio è che si allarghi la platea di questi contribuenti affinché possano beneficiare della riduzione Irpef con l'innalzamento dello scaglione di reddito da 50 a 60 mila euro”.
“Altra misura importantissima per il nostro sistema” ha proseguito De Luca “soprattutto perché da valore ai contratti collettivi nazionali del terziario del turismo” l’inclusione anche dei contratti sottoscritti nel corso del 2024 per la detassazione degli aumenti contrattuali.
Di rilievo anche “l’aver scongiurato la stretta sulle compensazioni dei crediti d'imposta con I debiti contributivi assicurativi nei confronti di Inps e Inail”.
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