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Congiuntura Confcommercio n°6-2020

PIL MENSILE

Il quadro congiunturale, nella fase più difficile dell’emergenza sanitaria del Covid-19, presenta andamenti dei principali indicatori eccezionalmente negativi. Ad aprile la produzione industriale ha evidenziato un calo congiunturale del 19,1%, al netto dei fattori stagionali, e una flessione del 42,5% su base annua. L’occupazione ad aprile presenta andamenti congiunturali e tendenziali in calo: -1,2% rispetto al mese precedente e -2,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il sentiment delle imprese e delle famiglie del mese di maggio, indicatore non rilevato nel mese di aprile, registra forti riduzioni sia congiunturali che tendenziali. Per le imprese, la fiducia del mese di maggio rispetto al mese di marzo è scesa del 35,7%, mentre su base annua il calo è stato del 49,1%. Per le famiglie, la fiducia è calata del 5,8% tra maggio e marzo, mentre la riduzione rispetto allo stesso mese del 2019 è del 16,3%.Considerando aprile come il punto di minimo congiunturale seguito dalla graduale ripresa di tutte le attività a partire da maggio, si stima per giugno una crescita congiunturale del Pil, al netto dei fattori stagionali, del 4,7%, dato che porterebbe ad una decrescita del 17,2% rispetto allo stesso mese del 2019. Nel secondo trimestre il Pil è stimato ridursi del 17,4% rispetto al primo trimestre e del 21,9% nel confronto annuo.

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

Anche in questo numero i risultati dell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), relativi al mese di maggio 20201, vengono pubblicati solo in forma grezza e nel confronto annuo. Allo stesso tempo viene fornita un’indicazione più dettagliata degli andamenti delle diverse voci che compongono le macro funzioni di spesa. La progressiva ripresa delle attività e l’attenuarsi delle limitazioni nella mobilità delle persone hanno determinato, nell’ultimo mese, un contenuto recupero della domanda. L’indicatore dei consumi registra, nel confronto annuo, un calo del 29,4%, dato che segue il -47,0% di aprile. Nel complesso degli ultimi tre mesi, si rileva, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, una riduzione del 36,4% dei consumi, dato che si riuscirà a recuperare solo in parte nei prossimi mesi. Particolarmente difficile continua a risultare la situazione per la domanda di servizi, soprattutto per quelli legati alla fruizione del tempo libero.

LE DINAMICHE TENDENZIALI

Nel confronto tra maggio 2020 e lo stesso mese del 2019 i trend, pur confermandosi molto negativi per la quasi totalità degli aggregati, evidenziano alcuni timidi tentativi di recupero per alcuni segmenti. Al di là della conferma di un’evoluzione positiva per l’alimentazione domestica, per le comunicazioni e per altri servizi legati a una maggiore presenza in casa, segnali favorevoli si registrano per la domanda di elettrodomestici, tv e altri apparecchi. Allo stesso tempo un moderato recupero ha interessato l’abbigliamento e le calzature, i mobili ed i prodotti tessili per la casa ed i giochi e gli articoli per il tempo libero. Per le autovetture il dato meno negativo di maggio va letto con cautela, in quanto nel mese sono state effettuate consegne di ordini effettuati a gennaio e febbraio.
Tra i servizi, per i quali si riscontrano ancora riduzioni che si avvicinano al 100%, qualche timido segnale di recupero si rileva per i pubblici esercizi. I limitati flussi turistici e il permanere di molte attività lavorative in casa rendono, peraltro, incerte le possibilità del settore di tornare in tempi ragionevoli su livelli vicini a quelli pre-pandemia.

PREZZI: LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo2, per il mese di giugno 2020 si stima una variazione dello 0,1% in termini congiunturali e una diminuzione dello 0,2% nel confronto con lo stesso mese del 2019 confermando il dato di maggio.

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